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Recensione: SEGA Superstars Tennis
view post Posted on 12/10/2008, 11:16Quote
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Virtua Sonic Tennis
SEGA è responsabile di una delle migliori serie di tennis di sempre, Virtua Tennis, e nel corso della sua storia pluridecennale ha dato vita a personaggi e saghe ben radicate nell’ immaginario del videogiocatore medio. Partendo da queste premesse la missione di creare un titolo tennistico condito dalla presenza di Sonic e compagni con questo SEGA Superstars Tennis sembra quindi molto facile, ma sfortunatamente non tutto sembra essere andato per il verso giusto.

Un tennis dal sapore arcade
Partiamo analizzando il lato tennistico del prodotto, che trova la sua piena espressione nella modalità Torneo e nelle partite libere, alle quali possono partecipare fino a quattro persone. Nel Torneo singolo o in quello a coppie bisogna affrontare una serie di partite casuali contro avversari gestiti dalla CPU per diventare campioni del Grande Slam SEGA, mentre avviando una partita libera si possono impostare a piacere parametri come il campo, i partecipanti, il numero di set da affrontare, la difficoltà e altro. Si può scegliere se affidare il movimento del personaggio allo stick analogico del Nunchuk e usare il Wiimote come se fosse una racchetta, oppure gestire gli spostamenti del nostro tennista attraverso la croce direzionale usando il solo Wiimote. Quando tutto è a posto, siamo pronti per scendere in campo e qui, purtroppo, iniziano i primi problemi.

Virtua Tennis va subito dimenticato: SEGA Superstars Tennis abbandona ogni pretesa simulativa per abbracciare un più leggero approccio arcade. Muovendo il Wiimote si effettuano colpi liftati o tiri tagliati, tenendo premuto A si attiva il pallonetto e schiacciando B si ottiene una palla corta. Il sistema di gioco è certamente intuitivo ma risulta troppo scarno. Si ha infatti pochissimo controllo sulla potenza o sull’ effetto da imprimere alla palla ed in generale si ha l’ impressione che si sia fatto un mezzo passo indietro rispetto a quanto visto in Wii Sports Tennis, paradossalmente più profondo dal punto di vista del controllo rispetto ad un titolo interamente dedicato a questa disciplina. Il Wiimote dovrebbe essere l’ ideale per mettere in piedi delle partite piene di combinazioni spettacolari, ma in SEGA Superstars Tennis conta di più non perdere il ritmo nel colpire la palla piuttosto che indirizzare il tiro in un determinato punto. Quasi sempre infatti ci si ritrova a risolvere i match con delle serie continue di scambi sottorete e specialmente durante il Doppio ci si accorge di questo problema. Ogni personaggio è caratterizzato da vari parametri, come la velocità o la potenza, e queste caratteristiche si fanno notare durante le partite, in quanto cambia in modo molto marcato lo stile di gioco dei vari tennisti. E’ invece assolutamente indifferente la scelta di una superficie morbida o dura, in quanto la pallina rimbalza sempre nello stesso modo e alla stessa velocità. Ad ogni punto portato a casa si riempie un particolare indicatore, che una volta riempito permette di rilasciare una serie di colpi speciali e spesso risolutivi, diversi per ogni personaggio. Nonostante le imprecisioni e la limitatezza del sistema di controllo, giocare una partita a SEGA Superstars Tennis è comunque divertente, specialmente contro un avversario umano.

Il Pianeta delle Stelle
L’ altra metà del titolo è interamente fondata sull’ appeal unico dei personaggi SEGA. Nel Planet Superstars per un giocatore singolo bisogna affrontare delle sfide a base di tennis ispirate ad alcuni dei più famosi classici della casa nipponica per sbloccare nuove missioni, personaggi, musiche, minigiochi e campi. 16 personaggi e 14 mondi ispirati all’ universo SEGA dovrebbero essere una garanzia, ma anche qui le cose non funzionano alla perfezione.

La maggior parte dei livelli presenta delle sfide divertenti ed originali, diverse fra loro e capaci di rivisitare in chiave tennistica titoli di tutt’ altro genere. Ad esempio nel pianeta ispirato a Sonic the Hedgehog le missioni prevedono di raccogliere un determinato numero di anelli entro il tempo limite, in quello con sfondo The House of the Dead bisogna spazzare il campo dagli zombie, in Super Monkey Ball bisogna far rotolare le sfere colpendole ripetutamente con la pallina, in Puyo Pop Fever il puzzle va risolto a colpi di racchette così come in ChuChu Rocket, in Jet Set Radio vanno completati i graffiti presenti nel campo avversario e così via. Le sfide sono varie e di difficoltà sempre crescente, ma ci sono anche dei mondi nettamente sottotono, come quello di Samba De Amigo, dove le uniche missioni sono rappresentate da un paio di esibizioni oppure da un mini-torneo. Alcuni livelli sono poi completamente privi di senso, come Golden Axe o Alex Kidd, dato che oltre a non offrire sfide a tema non presentano nemmeno un campo da gioco ispirato alla serie da cui prendono il nome.

Il più grande difetto della modalità per un giocatore singolo è però la scelta suicida fatta dagli sviluppatori di costringere il giocatore ad abbandonare la configurazione Wiimote + Nunchuk (o Wiimote + frecce direzionali) per le sfide. E’ permesso l’ uso del sistema di controllo più intuitivo, pur coi suoi difetti, solo nelle esibizioni e nelle missioni ispirate a Virtua Cop e Space Harrier, altrimenti si è costretti ad usare il Wiimote in posizione orizzontale in stile controller del NES. Con le frecce direzionali si muove il personaggio, mentre ai tasti 1 e 2 sono affidati i quattro colpi disponibili. Una scelta francamente incomprensibile e di cui non si vede l’ utilità: sfruttando i sensori di movimento come in un match classico il livello di coinvolgimento nelle sfide sarebbe stato sicuramente maggiore. Ad un fan SEGA di vecchia data basterà rimettere piede in mondi come quello di Space Channel 5, NiGHTs od Out Run per scordarsi del problema, ma tutti gli altri giocatori storceranno sicuramente il naso di fronte a questo obbligo che di fatto mina in parte la giocabilità della modalità Superstars.

E’ inoltre possibile affrontare alcune delle missioni sotto forma di minigiochi anche con un amico al fianco.


Elementi tecnici
Se il carisma dei 16 personaggi non è in dubbio, anche sulla loro realizzazione tecnica non si discute: i modelli sono ottimi, così come le animazioni. Le mosse speciali sono colorate e ben fatte e durante tutto il match le varie mascotte SEGA si lasceranno andare a commenti di vario genere per sottolineare un punto subito in maniera particolarmente sfortunata o semplicemente provocare l’ avversario. Il doppiaggio in inglese è gradevole e ben fatto.

I campi invece non soddisfano appieno: oltre a non influenzare minimamente il rimbalzo della palla in base alla superficie, da un punto di vista grafico appaiono leggermente spogli e soprattutto statici, senza elementi che si modificano durante una partita. Alcune volte capita inoltre di imbattersi in fastidiosi rallentamenti, anche se va detto che si tratta di eventi abbastanza rari. I brani selezionabili sono molti e di ottima qualità, presi di peso da capolavori SEGA del passato più o meno recente.

Tra i difetti segnaliamo lo speaker del Wiimote completamente muto e l’ imperdonabile assenza di una modalità online (presente nelle versioni del gioco per PlayStation 3 e Xbox 360) che avrebbe portato indubbi vantaggi, specialmente sotto l’ aspetto della longevità.

Conclusione
SEGA Superstars Tennis è certamente più indicato per gli amanti di Sonic & Co. piuttosto che per chi cerca un valido titolo tennistico. I primi troveranno volti che hanno fatto la storia dei videogiochi e una scusa per rivivere in chiave tennistica alcuni dei momenti migliori dei classici SEGA, il tutto condito da musiche ed ambientazioni a tema.

I secondi invece a livello di giocabilità noteranno addirittura un mezzo passo indietro rispetto a quanto visto in Wii Sports Tennis. Controllare una racchetta con il Wiimote, seppur con qualche imprecisione di troppo, da comunque una certa soddisfazione, e specialmente contro avversari umani regala non poco divertimento. E proprio tenendo conto di queste due componenti, sensori di movimento e giocatori in carne ed ossa, lasciano l’ amaro in bocca le scelte di non includere il gioco online e soprattutto quella di limitare drasticamente l’ uso del Wiimote nella modalità Superstars.

***LaMiaFirma***

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